Quasi 60 miliardi di euro (59,5 abbondanti). A tanto ammontano i capitali detenuti all’estero, illecitamente, da cittadini italiani che hanno espresso la volontà di aderire al voluntary disclosure, il piano di collaborazione volontaria per l’emersione di suddetti capitali.

Soldi che però tecnicamente non rientreranno in Italia: il voluntary disclosure, a differenza degli scudi fiscali del passato, prevede che dopo il pagamento della sanzione il cittadino possa mantenere il denaro presso l’intermediario estero. Il Ministero dell’Economia e della Finanza prevede di incassare comunque circa 3,8 miliardi di euro.

Gran parte dei capitali esteri che hanno fatto richiesta di voluntary disclosure arriva, com’è lecito aspettarsi, dalla Svizzera: il 69,6% (41,5 miliardi di euro). A seguire Principato di Monaco con il 7,7%, Bahamas col 3,7%, Singapore col 2,3%, Lussemburgo col 2,2% e San Marino con l’1,9%.