37,2 miliardi di euro. A tanto ammonta il denaro che il Fisco accoglierà tra un paio di giorni, più precisamente mercoledì 16 dicembre 2015. Tra Irpef, Tasi, Tari, Imu, Iva e quant’altro, “il Natale arriverà con 9 giorni di anticipo” per l’Erario, come ha ironicamente commentato Paolo Zabeo, coordinatore ufficio studi della Cgia di Mestre.

Lavoratori autonomi, imprese e lavoratori dipendenti sborseranno 20,3 miliardi di euro di tasse, mentre le famiglie si fermeranno a “soli” 16,9 miliardi di euro. Alla faccia di  una pressione fiscale che secondo ogni governo continua a calare.

La Cgia di Mestre ha valutato in 13 miliardi di euro il pagamento delle ritenute Irpef di dipendenti e collaboratori e in 9,6 miliardi di euro il prelievo Imu su immobili strumentali e case (prima esclusa naturalmente).

L’Iva di novembre contribuirà con 9,1 miliardi di euro, mentre la Tasi “vale” 2,3 miliardi di euro, contro gli 1,8 della Tari. 1 miliardo, arriverà al Fisco dalle ritenute Irpef degli autonomi; il resto arriverà dall’imposta sostitutiva della rivalutazione del Tfr (231 milioni) e dalle ritenute dei bonifici per le detrazioni Irpef (162 milioni).